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L'Ormeggio della Poesia Moderna

Ron Smith

Translated by Angela d'Ambra

 

EP
Ci credereste che Willyum the Wumpus[i]
m’ha tollerato sessant’anni? Mai
avuto un altro amico come lui. Cauto, discreto.
Buon ascoltatore. Incagliato nell’Amygism[ii],

non mi riuscì cavarlo dal quel budello 

di smisurato rigorismo. A esser equi, tentò di latrare
il Gran-Poema. Ma quel Paterson, un casino grosso
quanto i miei Cantos - no, più piccolo, ma pur sempre
un casino.

                   Eravamo nella squadra di scherma della Penn
insieme, quando tutti i nostri sensi erano acuti,
direste. La scherma ti fa pensare
con la testa dell'avversario, senti
i muscoli dell'altro incresparsi
per un'azione specifica. Usavamo le épée,

benché pesanti, non quei fiacchi
fioretti d’alluminio. Era in gamba. Ma io ero meglio,
più aggressivo, più reattivo. Una volta, boxando, 

stordii il vecchio Champ con un netto contrappunzone.
Bill - Bill era garbato, persino con la spada in mano.

E ora non c’è più. Non c’è più. "Spacciato dalla lama 
che niun schiva", dissi una volta,

d’un tizio che m’inventai. Non mi lasceranno

tenere gli oggetti da scherma qui,
ma li conservo ancora,
da qualche parte.

WCW

Merda, ci sono ancora. Seduto proprio qui, ovunque sia

il dannato qui. Certo, ricordo l’incontro con Ez, la più vivace,
intelligente, più dannata cosa in cui io
mi sia mai imbattuto. La notte intera a parlare di poesia
nel dormitorio, quasi mi cavò un occhio
con la canna da passeggio di suo padre, pensando

che quella fosse scherma. Avrei potuto infilzarlo.
Avrei dovuto. Er fijo de pensava avrebbe battuto l’intera
squadra di scherma che non riusciva a fare, incluso
Leonardo Terrone, il nostro allenatore dall’It’lia. Ez era un 

cattivo schermidore, come pure danzatore, chef o falegname.
Madox Ford diceva che giocava a tennis "come un canguro 

ebbro" sebbene, in verità, fosse l'unico fra noi 

che non beveva. Il tennis non sembrava tennis

quando era Pound a giocarlo. Gridava "Egad![iii] " e ansimava,
s’acquattava, balzava, sbronzo e sorprendente e sciatto
come il suo armamentario fatto in casa. Ford fece tempi suppletivi

di ciarle in una sedia di Parigi ché non gli riusciva venirne fuori!

Parigi è dove Ez barattava lezioni con Hemingway,
scrittura per boxe, boxe per scrittura, colpo per colpo.
Wyndam Lewis capitò lì, e li trovò che ci davano dentro
(la roba da scherma di Pound visibile in un angolo), disse che Hem
"senza sforzi eccessivi" respinse uno degli “assalti frenetici” di EP
dopo di che "Pound s’abbandonò sul suo divano".
1922, l'anno delle atrocità nucleari di litrachur,  Hem scriveva
che Ez “agiva con aggressività” e aveva "in generale, la grazia
di un astaco, "qualunque cosa ciò significhi. Quella serpe di Hem
lusingava e coccolava il nostro selvaggio finché il mio amico
tirò fuori da lui In Our Time e costrinse un editore
al lancio di Mister Macho - il quale poi concesse che Ez aveva
"sferrato colpi tremendi" nella palestra privata di Parigi.

Dall'inizio lo lasciai fare il maestro del villaggio
per il mio scemo del villaggio. Avevo molto da imparare, e lui 

da insegnare, malgrado tutte le sue pose. Scrissi a mia madre 

che Ez era l'essenza stessa dell'ottimismo. Beh, non è vero?
Persino in manicomio rimase lo stesso uomo
che m’insegnava cosa la poesia poteva essere.
Mentre a Penn falliva in storia, la stava facendo, la storia,
persino in costume, nel dramma greco, esaltando cuori 

immani, estasi dopo estasi. Euripide,
questo era. Genio? Un genio a tratti lo possedeva-
una presenza – per intervalli.
Era una splendida testa tocca, una testa
splendidamente tocca. Estro e profondità,
profondità ed estro, con una copiosa portata
di pure cavolate.


Lettore lento, non lesse mai i Rooshans[iv], pure
aveva ancora opinioni. Eliot diceva che di filosofia
sapeva nulla o quasi, così di teologia,
e persino di letteratura francese. Come descrivere
il suo intelletto? "Desultorio," disse lui più di una volta.
E l'intelletto è solo una fetta, i lembi nella mente.
ma, in ogni caso, chi ha una grande mente? Non io.
"Prosa per il detestabile; lirica per il desiderabile, "
qualcosa del genere, diceva. Eliot? Troppo grande
per il suo stesso bene, forse. Topo di biblioteca.


Uscì di senno? Era sempre stato
un po’ svitato, un puro prodotto d'America,
specie del Primo Emendamento.


Ah! Quando Joyce gli chiese un’opinione su
Work in Progress, lui scrisse, "Niente anche solo vicino

a una visione divina o a una nuova cura per la gonorrea
potrebbe giustificare tutta la marginalizzazione

di contorno." Sebbene all'inizio aiutasse JJ,
nel manicomio (e molto prima)
era contrario al ​​culto di Jim il Radioso.

E che pensate di questo:

«Laggiù, nella foresta di marmo, 

gli alberi di pietra - fuor dall’acqua -

 i pergolati di pietra - 

marmo, foglia su foglia, 

argento, acciaio su acciaio, 

rostri d’argento si levano e incrociano, 

prora opposta a prora, 

pietra, strato su strato. 

I travi d’oro fulgidi nella sera».


Ecco il gancio sinistro che Hemingway non riuscì mai a insegnargli 
con i guanti. Ecco la Venezia che può metterti KO più fredda
della cosa in sé. Il nome di lui significa "aiuto" in ebraico
e per tutti noi egli lo fu. Ancora: energia.
Ezra significa Energia

per me.

(Translated by Angela d’Ambra)



[i] When, in 1931, Ezra Pound suggested that Louis Zukofsky might come to Europe, to Rapallo, and join his “Ezuniversity,” William Carlos Williams … replied that this promising younger poet would benefit from more exposure to America.

[ii] Scuola/corrente poetica: fusion di Amy +imagism, la parola è coniazione di Pound per riferirsi al movimento poetico. Il gioco è fra movimento e figura centrale del movimento, Amy Lowell

[iii] Il dizionario traduce ‘perdinci’, ma forse è una pronuncia deformata di en garde

[iv] Il termine è nelle Lettere di Pound